Risvegli 100% biodegradabile
fotografia – 2013
l’uomo e la plastica
un corpo a corpo tra vittima e carnefice
una danza tribale dentro un Eden ideale.
Siamo una società in preda alla Sindrome di Stoccolma per le plastiche usa e getta.
L’essere umano interagisce con plastiche leggere dalle movenze sinuose in un gioco o quasi una danza, mentre oggetti
in plastica di uso comune invadono la scena in modo subdolo quasi sottopelle, ingranditi a dismisura in quanto sfuggiti al
nostro controllo, sono nascosti tra le pieghe dell’immagine e nell’aria stessa che respirano i protagonisti.
I corpi avvolti nella plastica in un giardino ideale, al tempo stesso conniventi e ostaggio del materiale, sembrano danzare
insieme seppur limitati nel movimento e intrappolati; nonostante ciò giocano e convivono con la plastica stessa. Nella
loro sembianza di umana deità, quei corpi vogliono ricordarci che qui, ora, in questo mondo, ci è data la possibilità di
vivere, di esistere, e non solo di sopravvivere a noi stessi e ai nostri scarti.
Vogliono esortarci a una presa di coscienza maggiore che ci porti a reagire a quel “disturbo” diventando consumatori più
responsabili.
Risvegli_100% Biodegradabile è un invito all’azione e, a sua volta, un modo specifico di agire per dar vita al
cambiamento: un “risveglio” delle coscienze comunicato non solo attraverso il messaggio fotografico ma, soprattutto,
attraverso le opere stesse, pensate e create come vere e proprie installazioni fotografiche di valore etico: la stampa fine
art su carta cotone sospesa in una teca di vetro e legno è al tempo stesso mezzo di sensibilizzazione all’utilizzo di
materiali biodegradabili e simbolo di quella sorta di “sospensione” in cui si trova il futuro dell’umanità e della vita sulla
Terra, un futuro subordinato alla scelta, oggi necessaria, di adottare un comportamento responsabile e 100%
biodegradabile.